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Antologia del Premio letterario Il Club dei Poeti 2017


Indice

Prefazione di Massimo Barile – Albo d’oro del Concorso – Edoardo Amato – Sergio Baldeschi – Mirco Bortoli – Marco Bosina – Pamela Brugiapaglia – Matilde Bufano – Patrizia Cavallo – Maria Cecchinato – Alice Cislaghi – Federica Comes – Carlo Contaldi – Francesca Croci – Paola Curagi – Francesca Danese – Lalla De Angelis – Massimo De Sanctis – Anna Maria Deodato – Antonella Di Febo – Graziella Enoch – Eligio Faldini – Tina Ferreri Tiberio – Francesca GiannettiLodovico GuarinoElena GuidiMirela Ianus – Lucia Ingegneri – Alessandro Inghilterra – Stefano Irato – Salvatore Lanno – Lucia Lo Bianco – Alberico Lombardi – Giovanni Maltese – Dario Marelli – Davide Monte – Loredana Moreni – Aurelio Morganti – Germano Nebuloni – Liliana Paisa – Carmine Perlingieri – David Pignotti – Crina Popescu – Lucio Postacchini – Giulia Quaranta Provenzano – Ermano Saino – Cristina Sferragatta – Marcello Signorini – Francesco Squillace – Dario Tomasiello – Federica Tombari – Claudio Maria Zattera – Massimo Zona


Prefazione

La presente antologia comprende le poesie degli Autori che hanno partecipato al concorso «Il Club Poeti 2017».
Desidero rivolgere il mio ringraziamento agli Autori che, con grande passione, hanno offerto le loro liriche, autentiche testimonianze esistenziali capaci di porre, come punto di riferimento, la costante volontà di alimentare il sentire poetico generato da autentiche illuminazioni che hanno contrassegnato il loro percorso.
Le testimonianze di tale vitalità lirica dimostrano che la poesia può diventare nutrimentum spiritus ed incarnare un simbolico atto liberatorio capace di superare le fatiche e le insidie della vita che, sovente, soffocano ciò che nasce puro dal cuore.
Nel cammino poetico degli Autori si avvertono la profonda sensibilità, il desiderio di riportare l’universo emozionale, costellato da inquietudini e smarrimenti, che si miscelano con sommessi recuperi memoriali e fragilità accompagnate dall’ardore delle passioni, tra malinconia e gioia, caduta nell’abisso ed estasi.
La forza della Poesia conduce a confidare nella dimensione superiore della visione lirica, capace di innalzare la sua voce al cielo, dopo aver sfiorato la carne e dopo aver suscitato l’animo.
Il mio augurio a tutti gli Autori per un proficuo lavoro.

Massimo Barile


Albo d’oro della ventesima edizione del Premio Il Club dei Poeti 2017

La Giuria presieduta da Massimo Barile per la sezione Poesia, ha così decretato:

Opera 1^ classificata: «Vò cercando» di Sergio Baldeschi, Montecerboli (Pisa).
Questa la motivazione della Giuria: «La visione lirica di Sergio Baldeschi alimenta il costante processo di scandaglio del mondo interiore d’un poeta che “calibra la vita” come a celarsi dietro “linee d’ombra” ma, nel divenire della sua poetica, ricerca “un’alba di papaveri”, simbolica luminosa fioritura dell’anima, che permetta all’Uomo di sentirsi “ancora vivo”, liricamente pulsante, in modo da riuscire a superare il “supplizio” di un’esistenza nella quale si sente continuamente in “ostaggio”.
Il poeta anela “sprazzi di luce”, bagliori ed estatiche illuminazioni, per giungere, nella chiusa della poesia, ad una sorta di “redenzione dal tedio”.
Sergio Baldeschi offre una poesia d’anima, lirico specchio esistenziale d’un poeta, sempre fedele alla sua Parola e totalmente sincero nella vibrante e profonda voce recitante». Massimo Barile.

Opera 2^ classificata: «Esistere segreto» di Dario Marelli, Seregno (Monza e Brianza).
Questa la motivazione della Giuria: «Come avvolto in una sospensione lirica, Dario Marelli oscilla costantemente in bilico sulla linea di confine che “divide il pianto dal sorriso”, decretando che non esistono più interrogativi, verità celate, né miti da indagare perché vive totalmente quel “senso di precarietà” che avvolge la sua poesia, “nell’infinita attesa/di assumere una forma” e poter, infine, riaffiorare “dal suo inconscio come un’ombra”. L’anima inquieta del poeta si plasma con la sostanza dell’“esistere segreto”, catapultando in una misteriosa e personale visione lirica». Massimo Barile.

Opera 3^ classificata: «Folle paura» di Claudio Maria Zattera, Verona.
Questa la motivazione della Giuria: «Nella dimensione evanescente dell’inesorabile svanire delle forme, la Parola di Claudio Maria Zattera diventa “reliquia” del suo “amore viscerale”, “fantasma reale” in un mondo alato, “germoglio d’anima” che innalza ad una dimensione più alta, che conduce al tempo delle “dee di Babilonia”, fino a sognare “lo spazio d’un sonno deserto/dov’è più facile fingere vita”, abbandonato tra le braccia di Morfeo che regala bagliori memoriali.
Claudio Maria Zattera è artefice d’una poetica evocativa che scopre lentamente la sua profonda substantia lirica e svela, con versi limpidi, il cuore simbolico di una realtà esistenziale». Massimo Barile.

Opera 4^ classificata: «Raptus» di Francesca Croci, Predazzo (Trento).
Questa la motivazione della Giuria: «Seguendo un processo di rivisitazione lirica dell’esistente, Francesca Croci decreta l’inesauribile mistero della vita e l’enigmatico divenire esistenziale.
Il “cuore palpita inascoltato” mentre il dolore “straripa” e “brucia” nel mondo lirico che coraggiosamente “perlustra” l’oscurità della “bianca follia”, generandosi e, poi, nutrendosi della stessa visione.
La vertigine della vita assale e penetra fin nelle “viscere”, cercando di sfuggire all’”urlo nero della morte” e trovare salvazione dall’atmosfera plumbea che tutto avvolge. Il sigillo lirico, “Tutto è già successo”, rende evidente che la luce salvifica rimane celata tra i “contorni delle cose” in attesa di una nuova rivelazione». Massimo Barile

Opera 5^ classificata: «Un raggio di sole tra i rami» di Alessandro Inghilterra, Genova.
Questa la motivazione della Giuria: «Come a seguire un percorso lirico che conduca alla conoscenza della sostanza autentica del vivere, Alessandro Inghilterra offre pensieri d’amore che fluttuano liricamente sul “fragore delle onde”, linfa dell’animo che “infrange gli argini della speranza”, miracoloso “raggio di sole tra i rami” che possiede il dono della parola, celato tra milioni di “storie banali, storie normali e storie andate male”, ultimo baluardo che difende dall’insidia dell’oscurità.
La sua poesia si nutre di una modulazione melodica che risulta liricamente efficace». Massimo Barile

Opera 6^ classificata: «Con le mani radenti» di Matilde Bufano, Milano.
Questa la motivazione della Giuria: «Nella poesia di Matilde Bufano v’è la tensione a decretare la”nullità miserabile” nel momento in cui si è impotenti ed inerti al cospetto delle sofferenze del mondo, sconfitti davanti al dolore della vita e alla disperante “fine dei sogni” quando non rimane che “ingoiare veleno”.
La sua percezione lirica s’infiamma dell’essenza stessa di tale dimensione e la visione finale, fra “onde pure”, “ambrosia” e “mani stellate”, diventa contemplazione salvifica dell’umano esistere». Massimo Barile

Opera 7^ classificata: «…scoprirai che il racconto…» di David Pignotti, Castorano (Ascoli Piceno).
Questa la motivazione della Giuria: «Nel serrato scandaglio lirico del primo tempo lirico della sua poesia, David Pignotti, attingendo alle più labili percezioni dell’esistere, riesce ad estrapolare spiragli d’animo, abissi di dolore e schegge memoriali nell’inesorabile declinare del Tempo che decreta il suo segreto.
Le visioni liriche sono illuminate da una profonda voce recitante che pare cullare durante il processo di ricerca, tra distratti torrmenti, precari equilibri ed estenuanti attese, verso una rinnovata possibilità risolutrice, al cospetto delle vibranti trame esistenziali, in una simbolica “notte al raso di luna”». Massimo Barile

Opera 8^ classificata: «Tra acqua e cielo» di Maria Cecchinato, Fogliano Redipuglia (Gorizia).
Questa la motivazione della Giuria: «Nella lirica di Maria Cecchinato il tempo consolatore si presenta nelle sue “forme mutanti di misteriose ombre”, tra “odore di salmastro” e lento “fluttuare in invisibili correnti”, assecondando l’immersione nella quiete d’un mondo selvatico, come in attesa d’un salvifico risveglio dell’animo.
Nel cuore della poetessa la fine dell’estate è ormai vicina ed i pensieri si libreranno oltre il silente luogo, sospeso tra acqua e cielo, fino a sprofondare in un’agognata “solitudine di pace”». Massimo Barile

Opera 9^ classificata: «Alla ragazza morta sul letto di guerra» di Stefano Irato, Scandicci (Firenze).
Questa la motivazione della Giuria: «Nella cruda visione lirica di Stefano Irato non esistono più “ricordi”, né “mani da riscaldare”, ma solo un cielo che opprime, dominano “barlumi di dolore” in atmosfere sanguinanti, mentre il tempo scorre inesorabile spolpando il corpo delle vittime e oscurando l’animo ormai sfinito.
La sua poesia incarna il dolore che annienta l’Uomo e la sua Parola anela bianche ali con le quali volare lontano dall’orrore della follia». Massimo Barile

Opera 10^ classificata: «Lasciati andare» di Lucia Ingegneri, Monza.
Questa la motivazione della Giuria: «Nella lirica di Lucia Ingegneri si assiste ad un lento abbandono al flusso della vita mentre il cuore, dopo la sofferenza patita e l’umano faticoso vivere, attende gesti d’amore.
Nel luogo dell’Essere, che illumina gli “oscuri ricordi”, ecco nascere “l’abbraccio della vita”, tra frammenti esistenziali e “sogni di donna”, che possano offrire un senso autentico alla vita». Massimo Barile


Antologia del Premio letterario Il Club dei Poeti 2017


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