Echi d’emozioni

di

Antonio Ciervo


Antonio Ciervo - Echi d’emozioni
Collana "Le Schegge d'Oro" - I libri dei Premi - Poesia
14x20,5 - pp. 34 - Euro 6,50
ISBN 978-88-6587-2536

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Pubblicazione realizzata con il contributo de IL CLUB degli autori in quanto la silloge è finalista nel concorso letterario Jacques Prévert 2012


PREFAZIONE

La silloge di poesie, dal titolo “Echi d’emozioni”, opera di Antonio Ciervo, rappresenta un autentico fluttuare lirico nell’oceano di emozioni, che diventano il simbolo stesso della dimensione parallela in questa faticosa e sofferta esistenza.
Nelle sue liriche si avverte, in modo incisivo, come sia fortemente sentito il senso del Tempo, il fluire di tutte le cose; la consapevolezza che il tempo non si può fermare, anzi, “corre veloce” come la vita e non lascia possibilità di “abbandonarsi” a lungo alle seduzioni perché, fulmineamente, ci si trova in bilico tra abissi emozionali e “vette di sentimenti”, come a sentirsi “viandante” in quell’universo racchiuso “al centro del nostro essere”.
La sua poesia si alimenta della spontaneità e della genuinità che sono le linee guida della volontà di raccontare di sé: abbandonando false maschere, tenendo lontani inutili appesantimenti e ripudiando infingimenti.
Il vortice di emozioni lascia il segno e l’anima si “bagna” d’inquietudine e di angoscia: la sua anima “vaga tra le lande desolate” dei fragili pensieri, come in una fuga simbolica verso l’agognata quiete, verso “orizzonti lontani” dopo aver fatto i conti con la dispersione dei desideri.
Le sue parole nascono “nel cuore”, tra volontà di ricercare l’amore “profondo e universale” e la constatazione della solitaria tristezza che pare rendere tutto inutile, in un’alternanza tra ombra e luce: e questa dualità si avverte in tutta la sua poesia.
Nel “mare di emozioni” e nel “fiume di ricordi”, in una lenta riemersione dai meandri della mente, sovente “oppressa e confusa”, si ritrovano l’ultima speranza di una “nuova alba” ed il coraggio di rincorrere i sogni: forte è la consapevolezza che le illusioni si disperdono nel silenzio della notte; la vita, sofferto cammino, non offre certezze; la “ragione vacilla” dovendo fare i conti con le tempeste esistenziali e “l’anima sta perdendo il filo che la guida verso la porta del sogno”, come se lo stato d’ansia eroda dall’interno, travolga il cuore già gonfio d’angoscia, fino a sentirsi in balia del turbinio della vita e temere di non giungere al “porto sicuro”, che possa finalmente placare il dolore, affievolire il senso di abbandono al nulla e ridare la speranza, creduta ormai perduta.
Antonio Ciervo fa riemergere dolci ricordi e pensieri lievi che, subito, “si disperdono in mille rivoli” alla ricerca della meta: nel vagare, da un lato, tra il recupero memoriale di sensazioni al “profumo di terra”, di “brezza salmastra” e inondati di “luce dorata” e, dall’altro lato, nell’aggirarsi tra i labirinti dei dubbi, che nascono negli abissi del proprio essere, è sempre forte la volontà di ricomporre i frammenti d’anima e porre, a fondamento della propria vita, il sentimento d’amore che si accompagna ad una profonda spiritualità: ecco allora innalzarsi, dalla sua poesia, una sommessa preghiera al Signore, “unica fonte di luce per le oscurità dell’anima”.
Nel cammino della vita, Antonio Ciervo porta con sé, nel profondo del cuore, i ricordi del luogo dove è nato: le meravigliose colline di vigneti ed ulivi, i profumi della natura, il fiume che scorreva lento ed il desiderio di “sognare un mondo d’amore”.
Il suo cuore palpita seguendo il filo dei ricordi ed il dolce richiamo della madre diventa afflato d’amore, percezione di ciò che si è perduto: ma il ritmo della vita scorre veloce e sembra non permettere di abbandonarsi ai ricordi più del dovuto.
Antonio Ciervo penetra nel profondo della sua anima, giunge fino alle radici delle sue emozioni, salvando ciò che ha regalato gioia e anche ciò che ha provocato dolore: il consueto calice dolce amaro dell’esistenza.
Ed è specchio fedele della sua capacità di sentire nell’imo del proprio essere e di mettersi in ascolto delle più labili percezioni dell’esistere, la consapevolezza che giunge nel finale della silloge, con una sorta di sigillo lirico: le emozioni “non hanno tempo” perché riempiono il cuore.
Ora e sempre.

Massimo Barile


Echi d’emozioni


Le emozioni non hanno età,
non hanno stagioni,
non hanno tempo,
fortunato colui che di emozioni
si riempie il cuore, potrà dire di aver vissuto.

A mia moglie Silvana
e alla piccola Diana con amore.


Ciò che siamo

Ciò che siamo
è il divenire di ciò che è stato.

Il fluire di tutte le cose,
dal nulla all’esistenza…
dall’esistenza al nulla
è ciò che sarà.

Nell’anima portiamo
il percorso a noi ignoto
del tempo.

Viandanti dell’universo
racchiuso al centro
del nostro essere.

Noi caracolliamo tra neri abissi
e fulgide vette di sentimenti
alla ricerca di quell’amore
profondo e universale
che nell’anima portiamo
fin dalla nascita…

Che al futuro consegneremo
alla fine del cammino
che il destino ci impone.


Come foglia

Scende la pioggia
bagnando la mia anima
di cupe angosce.

Come foglia
ingiallita dal tempo
volteggio nei gorghi del vento
senza meta, senza fine
solo il destino sa
dove finirà il mio cammino.

Tra putride fosse stagnanti
o tra le radici di alberi antichi
non importa… se la fine
sarà il principio
di un’altra fioritura.


Desolazione

È uno di quei giorni
in cui la mia anima vaga
tra le lande desolate
dei miei fragili pensieri.

Come sabbia al vento
passa il vortice irruente
di indefinite emozioni
che lasciano impalpabili segni
come residui di acqua
asciugata dal sole.

Vuoto, freddo vuoto
che cristallizza le mie lacrime
in stalattiti di ghiaccio
che stillano goccia a goccia
l’umore del mio pianto.

Fugge il tempo
corrono veloci le ore della vita
il coraggio vien meno
a rincorrere i sogni invano
senza pietà incalza il tramonto.

L’ultima speranza…
che tra le stelle infinite
il mio spirito trovi
una nuova alba.


Dove è la saggezza

Illusioni che nascono all’alba
e muoiono nel tramonto
ingoiate dalla notte
disperse come foglie al vento.

Non c’è certezza
l’umana ragione vacilla
alle tempeste del nostro tempo
l’anima sta perdendo
quel tenue filamento
che la guida verso
le porte del sogno.

Nel vuoto galleggia
sbattuta come onde
su tagliente pietre
trascinata nel fango
dalla follia di menti
che hanno abbandonato
la strada della saggezza.

Fuggire…
sulle quiete onde del mare
verso orizzonti lontani
magari lassù fra le stelle
per ritrovare quei legami spezzati
da un mondo che brucia.


Dualità

Sento le lacrime
che mi cadono in grembo
come gocce di sangue.

Il flusso del tempo
trasmuta lo jing e lo jang
vita e morte,
oscurità e luce
terra e cielo
nel cambiamento
si differenziano le cose
nella dualità…
del mio cuore e della mia anima
sento che son vivo.


Ansie

Come tempeste
si infrangono nel mio petto
lentamente erodono il mio animo
lasciandomi nudo
davanti ad esso.

Ansie
nel silenzio delle notti
subdole arrivano
nascoste nelle ombre
irrompendo come cicloni
che tutto travolgono
non c’è pensiero o ragione
che possa fermarle
nulla che possa contrastarle
vengono e distruggono
si ricaricano e ritornano
in un continuo ciclo
che è difficile interrompere.


Eco di un tempo

Pioggia di pensieri
sulla mia anima che brucia
nel ricordo di un amore
che è stato.

Come falena
arso dal desiderio
ho oltrepassato
il bivio del non ritorno
facendo delle mie carni un falò.

Disperso nel vento cerco…
il tuo respiro
eco di un tempo
di labbra bagnate
dal sapore del miele.

Un’eco che spezza
quell’ultimo filo
che ricucire non potrò
cieli diversi muteranno
al nostro sguardo.


Figlio

Bevi questa linfa vitale
questo liquido fuoco
che dalle mie vene sgorga copioso.

Non tremare,
non aver paura
spegni l’arsura
per te io vivo
per te io sarò vissuta.

Raccogli nelle tue pallide mani
questo dolce tepore,
goccia a goccia
assorbi il mio dolore,
per te io vivo
per te io sarò vissuta.

Perduta sospiro
solo questa lacrima
che scende lungo il viso
sarà il prezzo che pagherò
per la tua vita
alla vecchia signora.


Flusso

Lo spirito vaga
nei meandri della mente
oppressa e confusa.

Va alla ricerca
del fiume dei ricordi
che lento scorre.

Sulle sue sponde
il cuore si ferma
a cercare nel flusso.


Fluttuo

Perduto sospiro
in mezzo ad un mare di emozioni
sogno…
nebbia abbrumata
che sale lungo i crinali
della mia anima.

Freddo e ghiaccio
sospiro perduto
nel limbo di pensieri astratti.

I mostri famelici, sono in agguato
venite immonde bestie
venite che con cuore fermo vi aspetto.

Fluttuo…
sospeso nel sogno
solitario nell’onda, riemergo
annaspando bocconi d’aria
di cieli azzurri.

Il ventre del mondo è squarciato
occhi di fuoco,
artigli insanguinati
bramosi attendono la rovina incombente.

Fluttuo… sogno
sogno… fluttuo
in un mare di pensieri astratti.


Nero F. 33

Quando l’animo si riempie di buio
tutto si fa nero
più nero della notte.

Le stelle si spengono
una ad una
come fiammelle di candele
al soffio del vento.

Il cuore gonfio d’angoscia
chiamo a guidare la nave
del mio essere
fra i flutti di una tempesta
che mi flagella senza sosta.

Oh dolce cuore mio nocchiero
guidami in questa notte oscura
non lasciarmi in balia delle nere onde
conducimi fra le braccia
di un porto sicuro
che plachi il mio dolore
e che il nero si stemperi
in un arcobaleno di colori.

[continua]


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