S-fogliami il canto della natura al vento

di

Claudia Nicchio


Claudia Nicchio - S-fogliami il canto della natura al vento
Collana "Le Schegge d'Oro" - I libri dei Premi - Poesia
14x20,5 - pp. 40 - Euro 8,00
ISBN 978-88-6587-2321

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In copertina e all’interno illustrazioni dell’autrice


Pubblicazione realizzata con il contributo de IL CLUB degli autori per il conseguimento del 3° posto nel concorso letterario J. Prévert 2012


Motivazione dell’attribuzione del 3° premio al concorso Letterario “Jacques Prévert” 2012 sezione poesia

«Vento e natura sono l’ascissa e l’ordinata di queste liriche, profumate di boschi, di pioggia e di grano. L’autrice ci accompagna in una terra che appare conosciuta e misteriosa allo stesso tempo, come un orizzonte capovolto in cui radure, boschi, campi aperti e fiumi hanno volti antichi e nuovi, parlano linguaggi misteriosi, si confondono con le anime di chi li osserva, in un costante rimando tra dentro e fuori, tra il chiuso dell’anima e l’immensità della natura. C’è un dolore sottile che trova voce e parola proprio nella sua consonanza con gli elementi del mondo vegetale, trasferendosi dal piano individuale a quello universale: il canto della natura e del vento diventa così una voce che tende all’infinito e che lì trova, in qualche attimo glorioso, la vera cifra di una felicità impossibile».

Olivia Trioschi


S-fogliami il canto della natura al vento


IL RAMO INDOSSATO

C’è un albero in fondo alla mia vita
che ho perduto indossandolo
appesa ad un ramo della mia testa.
Ho dimenticato chi mi tagliò
le labbra per non farmi bere
e ho dimenticato di seguire
i miei fianchi ondeggianti
all’incontrollabile pioggia del vivendo.
Foglio all’esterno, e all’interno
ho messo radici senza chiedere
tra il tessuto dei pensieri
che le mie foglie legano.


POETESSA DI CAMPO

Da molto tempo
cammino tra i campi,
quante volte ho contemplato
i boccioli, i petali nell’aria,
le foglie freschissime
di questo regno
dove io sono la regina.
Ho scritto pagine
lungo la strada
del fiume tranquillo
dove il verde della terra
mi farà giardiniere.
Sento la felicità
sui capelli impolverati
in un ritmo che non si spezza mai.
Sono solo una poetessa di campo,
com’è dolce perdersi
sotto la quercia a scrivere
l’autunno della mente,
un granaio in misura infinita,
con sotto i piedi
sempre la mia umile erba.


IL MIO PIOPPO

Voglio vivere
tornando a ieri,
quando s’inventavano
le ali sulle spalle,
quando un salice d’acqua
pescava malinconia.
Voglio vivere
sotto il mio pioppo
con le braccia aperte
circondando
la mia nuova casa.
Voglio vivere
nei tasti di un pianoforte
pettinandomi
al suono della musica,
ma non chiedetemi
le domande dell’albero.


VOCE DI FOGLIA

Ho una foglia in fondo alla mia voce,
e un vento costretto
a tenerla per sempre nell’aria.
Cammino attraverso il giorno
inesauribile, tra le finestre dove piove,
nell’altro io che attraversa i confini.
Viaggio fuori da me con gambe veloci,
punto dove il pensiero scrive senza punto
nei prati umidi d’acqua e nei pomeriggi dorati.
Non so da che lembo sto della foglia,
come un giunco fresco nel mezzo di un mondo
so mantenere un equilibrio momentaneo,
un vento mi cade a terra, un sogno rialzo.


VENTO DI FORESTA

Il silenzio
è più leggibile all’alba
prima che gli alberi
destino la parola
alla verde folla
come agli uccelli.
Il vento di foresta
penetra e fa tremare
come una foglia
non dà sonno né riposo
la tempesta di fiori
che s’inabissa
nel mare d’erba.
La terra offre i suoi passi
e il cielo rimane muto
quando le foglie
parlano agli uomini
che le calpestano.


NORD

Quante visite al nord oggi che piove,
al di là della tristezza vorrei uscire
e anche dal modo di sognare,
vorrei trovarmi sotto il sole
adagio sulla strada ma non per molto,
perché quel suono che mi segue
mi spinge a volare nell’eco
cadendo fra gli alberi a colpi d’accetta
per poi ricompormi senza il negativo della notte.
Il rumore del nord rapido a sollevarsi
non tornerà mai lo stesso giorno
così come lo conosco io,
foglia sola, foglia che cade,
foglia che può piegarsi o star ferma,
di giorno, di notte, non c’è fine a quanto pare.


TRA LE RADICI

C’è qualcosa che si disfa nella pioggia
a un centimetro dal suolo.
È questo bosco alto
che spacca dentro il legno
il rumore che non sente ancora
anche se l’aria è scrosciante.
Uno spettacolo che va frangendo
verticali lacerazioni nei sottopassaggi
dove la terra marcia
fruga nel luogo più umido.
Mi sento tra il legname in viaggio
un albero con il sangue che va
dove gli è stato promesso
il mare tra le radici.


ALBERO

Cerco di avere foglie
da un fianco all’altro,
bevo la pioggia
per non morire.
Vivo nel bosco
per un passero arruffato,
per chiunque
voglia piangere
tra i miei rami.
Canto pettinandomi
le fragili fronde
tra l’erba d’aprile
d’una collina verde.
Non ho scelto
di essere albero
ma sto nel tronco
per amore
delle mie foglie.


[continua]


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