Anima muta canta

di

Dalila Spadaro


Dalila Spadaro  - Anima muta canta
Collana "Le Schegge d'Oro" - I libri dei Premi - Poesia
14x20,5 - pp. 68 - Euro 9,50
ISBN 978-88-6587-9627

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In copertina: illustrazione di Dalila Spadaro

All’interno: fotografie di Oriana Spadaro

Silloge segnalata nel concorso letterario «Ebook in… versi» 2018


Silloge segnalata nel concorso letterario «Ebook in… versi» 2018


La visione lirica di Dalila Spadaro si muove tra precipizio doloroso e salvazione in perenne equilibrio sulla linea di confine che, da un lato, si nutre dello sguardo incantato nei confronti della vita, percependo l’amore come nutrimento dell’anima, e, dall’altro lato, tende a cogliere l’essenza del silenzio, per vivere una totale immersione nel senso della vita più autentico, come a ricercare una mistica unione che riveli al mondo la sublimante bellezza.
Le cinque sezioni della silloge, tra epifanie e simbiosi di amorosi sensi, generano un canto dell’anima che tende a disvelare la realtà, eliminando le finzioni e le umane distorsioni, auspicando un ritorno all’anima delle cose.
La linfa lirica sgorga prepotente, fino a condurre alla decretazione finale, quando la poetessa pone il suo sigillo: sono “attenta / speleologa urbana di un ipogeo / giammai perduto: dimora / illibata di sogni, autentica / infanzia di mondi”».

Massimo Barile


Presidente del premio letterario “Ebook in… versi” 2018


Anima muta canta


A te, mamma;
che sei stata sole e sale
della mia avventura
di terra e di carta.


I. Epifanie in limine


Prodigio a colori

Ho frequentato mille tramonti.
Ma mai così rossi blu infiniti.
Concedi un attimo
a questa sinfonia di colori:
si erano dispersi eppure guarda
come si rimescolano sull’orizzonte.
È lì che un prodigio si compie;
sotto i nostri occhi incantati.


Nebbia

Infrange il sereno
una nebbia
che sfuma i contorni,
diluisce i colori.

D’un tratto un odore di marcio…

Mi rivolgo all’orizzonte: lì
solo
un maestoso tramonto
proteso al domani.


La speranza

La speranza ha il sapore
di un germoglio,
in mezzo ai triboli
accantonati
da una tempesta.


Un germoglio…

Tra le ansie dell’oggi
e la paura
del domani attanagliati

dal timore del non essere
più del non essere ancora

straziati dal pianto del mondo
che si avvia all’apocalisse…

Ecco un germoglio
sulla terra che trema.


Il silenzio

È soltanto quando cogli
l’essenza del silenzio
che ti risolvi a non parlare:
ne vivi il senso
di pace… di pace…
O di vuoto.


Ebbrezza

Sconfinando Cielo-Mare-Terra
ebbri di luce e fuori dal tempo
catturati da un trepido click
che eterni vi rende
nella brevità di un momento,
interamente inondata dal vento
con sguardo incantato vi contemplo;
infinitamente leggera me stessa
a voi scoprendo.


In limine Aeternitatis

Miro il cielo che sa
d’Infinito d’eterno
m’imbevo: nell’attimo in cui
il sorriso d’un’alba
mi carezza, trepidante
d’amore, sento avvolgermi
il calore di un Padre.

[continua]


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