La mia fantasia e verità

di

Eva Amore


Eva Amore  - La mia fantasia e verità
Collana "I Gigli" - I libri di Poesia
14x20,5 - pp. 82 - Euro 8,30
ISBN 978-88-6587-8156

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In copertina: «Blue universe space abstract background» watercolor illustration © galyna2010 – Fotolia.com


Introduzione

Questo mio libro è molto variegato e spazia tra l’umanità intera. Sembra esplorare maggiormente l’universo maschile, al contrario di altri. Ma, si sa, nella storia, nelle campagne, nelle città, sull’intero Pianeta, la vita di uomini e donne è strettamente intrecciata e interdipendente. Le due mezze mele, le due metà del cielo, non possono che ricercarsi e compenetrarsi a vicenda, nel bene e nel male, creando ricreando la vita.
Se c’è la guerra, l’orrore che giunge persino a sconvolgere l’incantevole luna, è l’umanità intera che, sia pur in maniera differente, la e lo paga. L’inquinamento e specialmente quello di un certo tipo, ha il potere di estendersi e di mettere in pericolo l’intero globo terracqueo, l’intera vita umana sul pianeta.
Siamo piccole/i; indifese/i, cerchiamo ciascuna/o protezione contro l’uragano del dolore che con “furia immane devasta la desolata terra”. Vi è poi la madre di tutte le ignominie, nemmeno immaginabili “La tortura delle bimbe e dei bimbi” e addirittura in diversi modi così diffusa!
Una critica non certo larvata, ma anche ironica, esprimo verso la chiesa cattolica. Do il mio tributo agli omosessuali, (unendomi in spirito a tutte le “diverse/i” nella loro sessualità) anche loro devono avere i loro sacrosanti diritti. In mezzo all’orrido, all’omofobia, al razzismo, al sessismo, “c’è sempre il canarino della speranza che vola verso il sole e un giorno vi arriverà”.
Tra le fitte nebbie e le piogge delle vanità, del vuoto, della cattiveria, ci può sempre raggiungere un raggio di poesia, che ci dà l’azzurro in cuore e il fiore della bellezza, del candido stupore.

Vostra Eva Amore


La mia fantasia e verità


Alle persone che cercano la gioia


La mia fantasia

La fantasia ha un nido in me
e come un bianco cigno
con le ali di sogno,
vola tra gli arcobaleni
di stupore del tempo,
le pure armonie
degli incanti divini,
dipingendo sorrisi di gioia.
Vola tra i gigli e le rose
dei giardini del sole,
raccogliendo il nettare
per le storie d’amore.
Vola tra i deserti di buio,
i cuori accecati,
le crocifisse stagioni
dei disperati dolori.
Vola tra le dorate trappole
dell’infame progresso,
le tombe di fango
del regno della miseria.
Vola tra la mesta
agonia della terra,
lo scibile umano,
l’infinita sapienza.
Vola per dire al mondo
che la poesia
cambia la vita.


Il canarino della speranza

La sorda stridula corsa
della carrozza moderna della vita
distrugge l’oasi del silenzio.
Le cupe statue di pietra
adoranti le cose
sciolgono l’abbraccio dell’infinito.
Le luci abbaglianti
delle stelle mondane
accecano il limpido sguardo
della poesia.
I saccheggiatori della terra
hanno profanato il sacro tempio
della natura di smeraldo.
La musica che accompagna
la danza del tempo
sempre più vibra
di note sepolcrali.
Ma il canarino della speranza
canta e vola
tra le nebbie della storia.
Un giorno felice arriverà
nel suo nido in braccio al sole.


Le torture dei bimbi e delle bimbe

I diamanti degli angeli,
sono arsi dalle fiamme d’orrore
dei draghi tremendi.
I colibrì dell’incanto
hanno le ali spezzate
dal peso dell’immane fatica.
I cuccioli/e del paradiso
sono violati/e dai lerci cinghiali
che invadono l’Eden.
Le tenere gemme del cielo
seccano nei disperati deserti.
Sul treno del tempo
salgono le aurore del mondo,
ma i sorrisi dei sogni
sfumano in blasfemi tramonti.
La storia, trafitta
dall’arciere del male,
lacrima sangue
di dolore innocente.
Ma, nel tripudio degli astri,
tornerà la Regina del Creato
brillerà nei bimbi e nelle bimbe
del mondo la gioia infinita.


Lode alla poesia

Ti voglio regalare una poesia
è tua
è mia.
Non buttarla via!
Nasce dal monte
del mio cuore,
è un fiume che va,
scorre per la terra,
sfocia nel tuo mare:
insieme vuole amare.
La poesia dà sapore,
dà senso alla vita.
Non è futile cosa!
Non è figlia del banale
del consumismo commerciale
del tempo artificiale.
Non guardarla
come fosse un sasso!
La poesia palpita di vita,
si sprofonda nel mistero
ora rosa
ora nero
dell’intimo percorso umano.
La poesia è un’emozione enorme,
una fantasia avvolgente,
un amore sempre ardente,
una sensibilità sconvolgente
che s’incarna nella storia,
nel pantano e nella gloria,
geme e grida con l’oppresso/a,
gioisce e canta al successo
della vita sulla morte.
La poesia è libertà
meraviglia
è l’anima che vola,
che contempla il creato
con lo sguardo affascinato
puro, ingenuo, della bambina.
La poesia è lode,
bellezza,
dona pace e saggezza.
È un sorriso del Divino
al tuo andare pellegrino
tra fatica e amarezza.
La poesia è filosofia
politica
cultura.
La sua strada è meno dura
non ti impedisce di sognare.
È la compagna ideale
delle occupazioni umane.
Se diventerà tuo pane
sarai molto più felice.


Le tigri della guerra

In diversi paesi del globo terracqueo,
greggi circuite forse anelanti
a libertà e giustizia;
odiose milizie locali
infarcite di odio e violenza;
demoniaci, orripilanti vampiri
assetati di omicidi e torture,
inneggianti ad un Dio della morte;
si sono affrontati e si affrontano
distruggendo ogni umana risorsa,
ogni umano sentire e capire.
Imperi infausti e crudeli,
sparsi nel mondo,
forse occulti ispiratori
di ogni suprema bassezza,
affamati di potere e ricchezza,
intrecciando i più loschi, fetidi affari,
bombardano, nascosti o alla luce del sole,
le candide speranze degli ultimi/e.
Interi paesi, terre e civiltà ubertose,
sono diventate rovine fumanti
invase da rivi
di lacrime e sangue innocente.
Immensi stuoli di umane creature
per sciogliersi dalle impudiche,
immani catene dell’agonia,
dalle tenebre ormai imperanti,
si affidano alla labile accecata speranza
dei mercanti di morte.
Cadono a migliaia in orridi abissi
di terra e di mare,
divorati da quegli squali feroci.
Nel loro mesto e sconvolgente esodo,
sognano sorgenti di latte e di miele,
abbracci e sorrisi di sole.
Ma, nella ricca Europa possente,
incontrano pochi palpiti amici,
trovano ghigni di pietra,
un avvenire gelato.


Alla gerarchia cattolica

Gerarchia cattolica
cosa nei hai fatto
del “divino” insegnamento di Gesù
inneggiante alla libertà e all’amore?
Lo hai racchiuso nelle più orride prigioni
che mai la storia potesse immaginare.
Sei diventata tu la grande Babilonia,
la Meretrice e la Dominatrice
di tutti gli imperi
adoranti il Dio Mammona.
Hai crocifisso i poveri Lazzari
della Terra.
Ti sei innalzata verso il cielo
ma solo per adorare te stessa
e la grande Bestia.
Ti sei fatta carnefice
e giudice divina
dell’umanità intera.
Nella tua arrogante superbia,
ti sei fatta addirittura superiore a “Dio”.
Hai straziato l’umiltà
e la bellezza degli eletti/e
coniando per loro l’ubbidienza cieca,
le “virtù” più disumane.
Alcuni li hai torturati e uccisi
elevandoli poi come immensi Dei
su tutti i tuoi altari;
facendone tuoi espiatori eccelsi/e,
indelebile magico richiamo
per tutti i sofferenti creduli/e.
Hai seminato fin dove hai potuto
le tue solenni, “sacre” e sfarzose
cattedrali sepolcrali,
annientando tutte le scienze e le culture,
schiavizzando servi
della gleba e proletari.
Hai benedetto e santificato
tutte le tue crudeli guerre.
Incendiato e distrutto col tuo inferno,
tutte le civiltà più floride.
Dalla tua sorgente impura,
hai fatto zampillare fiumi immensi
di sangue e lacrime
superando nel male anche il “Demonio”.
Anche oggi mascherata da Angelo di luce,
“imponi” il tuo farisaico feudalesimo;
calpestando ogni studio,
ogni libertà e pensiero umano.


A Papa Giacinto

Un giorno, benedetto dal cielo,
Papa Giacinto si affacciò
al globo terracqueo.
Lasciando la somma divina e crudele
teologia dei suoi predecessori,
le meste bestemmie e le ciance
dei/delle bigotti/e di ogni genere e specie,
si accomiatò dall’insulso e atroce
Medioevo e schiuse le porte del cuore
alle culture e alle scienze moderne.
Capì che gli uomini erano anche maschi
e, soprattutto, che le donne
erano anche femmine.
Ispirato dallo Spirito
invaso da molta umiltà,
frequentò la scuola di valenti/e
sessuologi/ghe, psicologi/ghe, psichiatri/e.
Capì che la masturbazione
era necessaria, lecita e bella.
Bandita ogni forma di violenza
in special modo la pedofilia,
capì che il fare sesso,
in ogni stato di vita e natura
sessuale, (anche trans, omo e lesbo)
era una cosa giusta,
benefica per la mente ed il corpo.
Ricevette in udienza
le condannate teologhe
e capì che l’erotismo, il far l’amore,
non solo non era peccato
ma poteva essere una delle più alte
forme di preghiera.
Un volo sublime verso il Divino
(anche con gli anticoncezionali).
Così, Papa Giacinto,
in ginocchio, piangente,
chiese perdono all’umanità intera
per tutti gli efferati crimini
della chiesa cattolica.
Recitò un Beato mea culpa
per l’abominevole distruzione
dell’amore e del piacere sessuale.
Emise così finalmente
la più giusta non ipocrita
enciclica della storia Papale.
Papa Giacinto, ripieno d’ardore
e misericordia Divina,
girava per il mondo invitando tutti
a far l’amore,
a non fare la guerra.
La castità era possibile
a pochissimi/e eletti/e,
forse dopo lunga maturazione,
e poteva anche non rivestire
tutta intera la vita umana.


A Rinaldo

Lievitando dentro e fuori di sé
amore, fede e speranza,
interprete della bellezza Divina,
Rinaldo svolgeva
la sua sacerdotale missione.
Le nozze con la vita di Cristo,
incarnato nei più piccoli/e e miseri/e
nutrivano ogni suo alito,
ogni sua vitale passione.
Ma, un fatidico giorno,
sul suo calendario di vita
del tutto speciale,
una dolce donna stupenda,
splendente di puro erotismo,
nel segreto della sua alcova celeste
gli confidò le sue segrete
ambasce terrene.
Alla fine, tutta raggiante,
Viola se ne andò, lasciando in lui
il profumo soave del suo fiore.
Le notti e i giorni dell’umano Rinaldo
non avevano più il loro “Divino sapore”.
Ormai un solo nome
salmodiava il suo cuore:
Viola… Viola… Viola… Viola…
Viola sei tutta mia,
Viola sono tutto tuo,
Viola senza di te non posso più vivere.
Viola ti amo.
E, senza saperlo, benediceva
la sua masturbazione.
Ma i terribili strali
lanciati dai perfidi pulpiti
dei seminari
contro il muliebre sesso,
la terribile impostura
della casta prigione rivelata,
ancora lo crocifiggevano.
Anche la bellissima Viola,
pura e libera “da ogni bestemmia”,
l’aveva eletto re del suo cuore.
Così, empita di grazia e d’ardore
la splendida femminile Dea,
dopo aver intuito sin dai primi attimi
i sussulti d’amore
di quell’uomo condannato,
a lui ritornò generosa come il sole.
Effusa di Divina tenerezza,
coi baci e le sapienti carezze
dettate dalla carne e dall’anima,
Viola riuscì a liberare Rinaldo
dal terrore del sessuale peccato.
Così i due innamorati si unirono
in una sacra beatitudine eterna.


Fuga dalla fame

Espanso dagli umani
assassini della creazione,
il mare di sabbia invadeva
i miseri e magri pascoli
del desinare delle ultime e dei deboli.
Con alacre forza e coraggio,
i figli e le figlie della purezza,
riuscivano ad imbandire la mensa
del loro sacro e ridente travaglio.
Ma i sommi, spietati governi,
sbriciolando il diritto umano
e Divino,
con loro immane, crudele potere,
spogliarono i fedeli sudditi
di ogni sostanza.
Dei più miseri
chicchi di vita e speranza.
Li condannarono alla tortura
di un’infame odissea
verso la distruzione e il dolore.
Verso le tombe sperdute
e ignote del deserto e del mare.
I crocifissori del cosmo,
i satanici potenti cultori
della dea del profitto,
invasero coi loro miasmi infernali
quelle terre benedette dal cielo,
intonando canti d’orrore e di morte.


Lodata sii…

Sublime onnisciente,
innamorata Signora
tue sono le mie preghiere,
le mie poesie,
tutti i torrenti di gioia,
ogni ruscello di dolore.
A Te sola va
ogni mio istante di fatica,
ogni mia canzone in riva al tempo,
ogni mio respiro per il mondo.
Lodata sii, mia Signora,
per l’arcobaleno di bellezza
dipinto da fratello sole
in lui fiorisce la vita sulla Terra
e si illumina
della tua immensa luce.
Lodata sii mia Signora,
per sorella luna e le stelle,
che dal cielo trasfigurano la notte,
la guidano raggianti
verso lo splendore eterno.
Lodata sii Dea Madre
per fratello vento,
che accarezza
le chiome agli innocenti,
li fa volare
verso l’isola del sogno.
Lodata sii Grande Madre
per sorella acqua
che inonda di vita il creato,
benedice e feconda la purezza.
Lodata sii mia Madre
per fratello fuoco,
che rasserna di calore
l’inverno gelido.
Lodata sii Grande Dea
per sorella madre terra,
che danza meravigliosa
attorno all’astro
nell’attesa
di te Celeste Sposa.
Lodata sii Dea del cielo
per l’oceano di grazia
che annega i rancori,
per il dolore e la malattia
che diventano nettare d’amore.
Lodata sii Mamma Celeste
per sorella morte
che raccoglie nel suo grembo
le creature,
partorendole nell’aurora senza fine.
Lodata sii sempre, mia Dea
da quell’universo
che a te inneggia,
colmo di stupore.


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