Attesa (febbraio 2014 - marzo 2016)

di

Katuscia Fiorenza Pontilunghi


Katuscia Fiorenza Pontilunghi - Attesa (febbraio 2014 - marzo 2016)
Collana "Le Schegge d'Oro" - I libri dei Premi - Poesia
12x17 - pp. 48 - Euro 8,00
ISBN 978-88-6587-8910

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In copertina: illustrazione dell’autrice


Pubblicazione realizzata con il contributo de Il Club degli autori per il conseguimento del 3° posto nel concorso letterario Il Club degli autori 2016-2017


PREFAZIONE

Questo secondo volume di poesie, il cui titolo richiama una lirica in esso contenuta, viene alla luce dopo un lungo periodo di silenzio letterario. Non saprei definire con esattezza le ragioni che stanno all’origine di quest’inattività durata quasi vent’anni. Ciò che invece posso affermare con certezza è che l’ispirazione poetica non si è mai assopita e che, dopo un lungo periodo di latenza, è riapparsa più vitale che mai. Gli studi di carattere umanistico e teologico intrapresi negli ultimi sei anni hanno riacceso in me il desiderio di scrivere, unendo sovente l’esercizio poetico con la riflessione religiosa, così che la poesia è divenuta anche uno strumento per esprimere e comunicare la fede: il «poeta cristiano è […] il cristiano che porta il dono della poesia: un testimone che in radice partecipa dell’umano e del divino, e nulla esclude dalla propria visione di quanto vive e pulsa nel mondo che lo circonda, e di tutto semmai, a cominciare dal mistero che sovrasta e traluce, può rimanere preso e folgorato negli attraversamenti di giornata1».
Fare poesia è creare dal nulla parole nuove che, impastate di mistero, rivelano la parte più profonda di sé: l’io guarda a sé stesso e si misura attraverso le parole che, suscitate dallo Spirito, nutrono di senso l’esistenza, soprattutto quando affrontano il tema della sofferenza e della morte oppure quando cercano di scrutare il Mysterium che ci avvolge poiché percepito come l’interlocutore più significativo in cui entrare in relazione e dal quale dipendono tutte le buone relazioni umane.
La mia poesia non si propone mai come un mero esercizio retorico, ma nasce dalla necessità di interrogarsi sul senso della vita e scaturisce dall’impatto diretto con la realtà. Il sentimento religioso che attraversa la mia poesia si alimenta nella fede – anch’essa, ahimè, per lungo tempo assopita! – per cui il più delle volte la Parola diventa il termine di confronto dell’esistenza. La presenza di alcune citazioni bibliche, trascritte in corsivo, inserite nei miei versi testimoniano infatti il processo di osmosi che a volte si è creato tra il linguaggio poetico e quello biblico.
L’augurio che rivolgo all’amico lettore è che questi versi possano suscitare in lui l’anelito dell’Infinito per lasciarsi scrutare dal prodigio / che muta / lo sguardo.

Katuscia Fiorenza Pontilunghi


Attesa (febbraio 2014 - marzo 2016)


A don Roberto Beretta,
amico e maestro


TRAMONTO2

Ammiro stupita
questo freddo tramonto
di febbraio…

l’occhio di Dio
sorride.

Sospiro…

Come può l’uomo
negare Dio
e amare la vita?


MELINA ELLUL3

Come una rosa a maggio
dischiudi i tuoi petali belli.
Ti ricordo, Melina, con lo sguardo buono
e un dolce sorriso.

Strana è questa primavera!

Se Tu non fossi salito
su quella croce, Cristo,
non potrei credere nell’Eterno.

Difficile è ora il tempo
per chi rimane a vivere,
semplicemente chiuso
nella promessa della tua Parola.


SOGNO4

Poni il tuo sguardo
sul mio amorevolmente
e solitario è il tuo abbraccio,
o forse immaginario,
se ti penso come stella nell’universo
in una rete di intrecci apparenti.
Non sente il mio cuore
se non la tua eco lontana
e ascolta, in attesa continua,
il tuo ritorno…

sarà inverno o primavera?

E intanto il tempo intorno a me va e passa.


MAMMA5

Stringo la tua mano stanca nella mia
in questa lunga domenica di dicembre.
Quanti pomeriggi passati accanto a te senza parole:
ti basta incontrare il mio sguardo
per riempire il silenzio.

Vorrei portarti ora nel mio grembo
ed essere per te quella madre buona che sei.
Vorrei cancellare dal tuo cuore
le sofferenze che solcano il tuo viso.
Vorrei che il tempo si fermasse
per dimenticare le tante sconfitte della vita…

ma siamo solo frammenti nelle mani dell’Eterno.


CARO BAMBINO GESU6

Ho visto uno strano presepe:
i pastori sono sagome di carta colorata,
Maria e Giuseppe di plastica trasparente.
E tu, Bambino Gesù, sei nato sotto ad un pino.
Non ci sono neppure il bue e l’asinello
e al posto della stella cometa
un cartello con la scritta: «Nascita».
Chi ha allestito quel presepe
ha fatto un po’ di confusione!

Ma tu, Bambino Gesù,
sei il Signore della storia:
il tempo e lo spazio
abitano in una mangiatoia.
Gli angeli annunciano
la tua gloria:

il legno redento in una culla.


1 P. Maffeo, Risonanze cristiane nella poesia del Novecento in E. Fuster – J. Wauck (ed.), Scrittori Cristiani del Novecento e mistero cristiano, EDUS, Roma 2013, 15.

2 Febbraio 2014.

3 7 maggio 2014. In ricordo di Melina Ellul, mamma dell’amica Laura Mazzola, scomparsa prematuramente a 54 anni.

4 Scritta il 13 agosto 2014 pensando a mio papà, morto il 23 luglio 1985.

5 9 dicembre 2014. Terza classificata al concorso “Il club degli autori” Trofeo U. Montefameglio 2016-17.

6 21 dicembre 2014.


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