Gioco d段mmaginazione

di

Maria Calistri


Maria Calistri - Gioco d段mmaginazione

14x20,5 - pp. 298 - Euro 14,50
ISBN 978-8831336123

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In copertina: fotografia dell誕utrice


Prefazione

I luoghi sono reali anche se talvolta piegati alle esigenze della storia. I personaggi invece sono di fantasia anche se inseriti in un contesto reale.
Spero di non aver mancato di rispetto a qualcuno o a qualche istituzione, se ci fosse involontariamente avvenuto ne sarei profondamente dispiaciuta e ne chiedo sinceramente scusa.
Il libro non intende celebrare le imprese del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, io non ne sarei stata capace, a ci provvede egregiamente il lavoro quotidiano, solerte, talvolta eroico e spesso misconosciuto dei suoi appartenenti. Io ho semplicemente immaginato una storia che si dipana in quell誕mbito.
Ho messo talvolta distaccamenti dove non si trovano, permanenti invece di volontari, ho inventato interventi semplicisti e impossibili, ho modificato sistemi operativi, protocolli, organizzazione del Corpo, perch, ripeto, il mio intento non era di scrivere un trattato, ma descrivere personaggi e immaginarli vivere vicende forse talvolta inverosimili e fuori dal tempo, ma spesso la realt pi varia della fantasia.
Chiedo scusa per errori e sbavature che non sono riuscita a correggere, ma se avessi aspettato di avere una copia corretta non l誕vrei mai pubblicata.
Fonti d段spirazione sono stati: articoli di giornale, video, servizi televisivi, eventi a cui ho assistito direttamente. Per l弛rganizzazione di una caserma mi sono basata sul sito del Corpo permanente dei VVF della Provincia autonoma di Bolzano, molto esplicativo.
Testi letti sull誕rgomento:
鄭rdenti come il fuoco di Sergio Sangiorgi, Editrice La Mandragora 2000;
鄭cqua e fuoco di Sergio Addario, Edizioni Polistampa 2012.
A tutti il mio pi sentito ringraziamento.

Maria Calistri


Gioco d段mmaginazione


Ai VVF del Distaccamento di Imola
per la gentile e calorosa accoglienza


Antefatto

Marta e Maria erano due gemelle identiche che solo la madre riusciva a distinguere perch Marta, la prima a nascere, aveva una leggera soprammettitura delle ossa parietali del cranio, provocato dal forcipe usato dall弛stetrica durante il parto.
Fin da piccole, come si resero conto della loro somiglianza, esse giocavano spesso a scambiarsi per confondere gli altri e si identificavano tanto l置na nell誕ltra che non riuscivano pi esse stesse talvolta a capire chi erano, ricorrevano allora alla mamma che metteva loro le mani sulla testa e sentenziava il responso.
Durante il periodo scolastico non si scambiarono mai dividendosi le discipline da studiare per ingannare gli insegnanti come hanno fatto a volte altri gemelli. Erano brave e diligenti entrambe, molto affezionate l置na all誕ltra, uscivano sempre assieme, in casa studiavano aiutandosi con profonda dedizione e affetto sincero. Andavano molto d誕ccordo, avevano gli stessi gusti, si intendevano con uno sguardo, si bastavano.
Questo idillio visto con amore e non senza qualche preoccupazione da parte dei genitori ma soprattutto dei nonni che vedevano oltre le apparenze cominci a incrinarsi quando entrambe si innamorarono dello stesso uomo, Giulio, un operaio gruista che col tempo, lavorando sodo, era diventato un imprenditore con alle dipendenze una decina di operai manovratori di macchine utensili di sua propriet: gru, caterpillar, escavatrici, pale meccaniche ecc. In tal modo aveva accumulato una discreta fortuna.
Marta e Maria discendevano da un誕ntica famiglia di proprietari terrieri ormai decaduti, un tempo avevano una fattoria con numerosi poderi che permettevano loro una vita agiata, con la fine della mezzadria per le rendite della famiglia diminuirono, ma lo stile di vita rimase immutato per cui fu necessaria la vendita di molte propriet.
Le ragazze erano state educate da vere signorine, avevano studiato quel tanto che consentiva loro di avere una cultura bastante a diventare vere signore, a ben figurare in societ, ad essere perfette padrone di casa. Sapevano ricamare, cucire, apparecchiare con gusto, gli altri lavori domestici pesanti erano affidati alle donne di servizio. Sapevano vestirsi con stile ed eleganza, erano insomma delle signorine di classe.
Quale fu lo sconcerto dei genitori quando entrambe si incapricciarono di un semplice operaio! All段nizio gioirono pensando che se entrambe ne erano innamorate egli non ne avrebbe sposata neanche una, invece
Le sorelle fecero di tutto per far innamorare Giulio e allora, pur mantenendo lo stesso educato e pacato comportamento, si osservarono con occhi diversi, si scrutarono vicendevolmente per capire e prevenire le future mosse l置na dell誕ltra. Talvolta non si fecero alcun scrupolo di sostituirsi l置na all誕ltra ad un appuntamento con Giulio che non sempre capiva con chi stava amoreggiando e d誕ltronde era alquanto lusingato da questi maneggi.
Quando una di esse si accorgeva di essere stata prevenuta dalla sorella, faceva buon viso a cattivo gioco proponendosi di renderle la pariglia alla prossima occasione favorevole.
徹gni cosa lecita in amore e in guerra si dice.
Fu Maria ad avere la meglio sulla sorella e quando si accorse di essere incinta Giulio la spos contento perch il destino aveva scelto per lui che non sapeva scegliere.
Le nozze furono celebrate in fretta e furia prima che la gravidanza fosse evidente. Maria and all誕ltare vestita con un abito bianco lungo con il capo e le spalle coperte da un velo verginale, la sorella le fu testimone e nel momento in cui firm il registro si sent anch弾ssa legata a Giulio e promise a se stessa che non avrebbe sposato nessun altro uomo.
La gravidanza di Maria fu molto difficile a causa di forti nausee che le rendevano impossibile non solo l誕limentazione ma anche l誕ssunzione di liquidi, ella vomitava in continuazione e pi di una volta fu ricoverata in ospedale per essere reidratata durante tutto il periodo della gravidanza. Inoltre aveva pesanti sensi di colpa perch non riusciva a compiere il suo 電overe coniugale, ogni volta che il marito le si avvicinava il suo corpo si chiudeva a riccio e sentiva di rifiutare il rapporto sessuale che viveva con dolore fisico e avvertiva come una violenza, uno stupro.
Giulio ovviamente non riusciva a capire il comportamento della sua sposa e nonostante l誕more che nutriva per lei si offendeva per i continui rifiuti.
Fuori quando incontrava Marta riemergevano in lui sensazioni mai sopite e parlando parlando delle condizioni di salute di Maria, i cognati si incontrarono spesso e consumarono talvolta rapporti sessuali nella macchina di lui, un suv grande e potente con i sedili che si ribaltavano completamente fino a formare una comoda alcova protetta da vetri completamente abbuiati dagli sguardi esterni curiosi.
La gravidanza di Maria procedeva con grandi difficolt, metteva in serio pericolo la sua salute tanto che le fu proposto un aborto terapeutico. Ella rifiut con fermezza e decise con forza di portare a termine la gravidanza a rischio della propria vita. Al momento del parto ci si accrse che oltre alla neonata a cui fu imposto il nome Giulia erano presenti in utero altri due feti maschili in diversi stadi di sviluppo, uno di essi fu estratto morto, l誕ltro prematuro tenuto in vita artificialmente sopravvisse solo pochi giorni. Era accaduto che nonostante la gravidanza Maria avesse delle normali ovulazioni mensili ad alcune delle quali era seguita la fecondazione, perci il suo corpo rifiutava i rapporti sessuali, ma questo si pot capire solo a posteriori. Giulio avrebbe preferito un figlio maschio, ma quando quella bambola di sua figlia gli saliva sui ginocchi e si alzava sui piedini per tirargli i capelli non ci pensava pi e anzi la adorava, anche se la figlia talvolta si sent colpevole di essere nata femmina.
La salute di Maria non miglior molto dopo il parto e fu la sorella Marta ad accudirne la figlia cos che Giulio si trov per casa le due sorelle.
Giulia passava cos da mamma a zia e talvolta le sbagliava anche se diceva che la mamma sapeva di buono e con lei il gioco delle sostituzioni talvolta architettato da Marta non funzionava sempre.
La partita a tre, ovvero a quattro perch vi era coinvolta anche la bambina, continu negli anni finch Marta si accorse di avere un male incurabile che le avrebbe lasciato inesorabilmente pochi mesi di vita. Anche Maria, in quel periodo si ammal per empatia e la madre la port in una clinica svizzera per poter salvare almeno una figlia.
Marta approfitt del momento, complice la madre, per sostituirsi alla sorella e poter provare almeno nell置ltima fase della sua vita la gioia di vivere accanto all置omo amato. Giulio con affetto e tenerezza cercava di aiutare la compagna ad alleviare le sofferenze della malattia, ma la figlia volle sostituirsi a lui nel letto matrimoniale, voleva vivere gli ultimi momenti della vita della mamma anche se non sapeva pi di buono, le avevano spiegato che dipendeva dalla malattia. Dal momento del funerale Giulia pianse disperatamente la mamma che per lei era effettivamente morta e spesso la ragazzina ormai dodicenne andava al cimitero nella cappella gentilizia dove era sepolta e dopo un pianto dirotto cominciava a parlarle come se fosse stata viva, a raccontarle le sue paure, i suoi pensieri, i suoi dubbi e pi di una volta il padre e la zia disperati dopo lunghe ricerche la trovavano anche a sera inoltrata mentre poneva domande o raccontava qualche episodio della sua vita a quella fotografia impressa sul marmo tombale. Quando cercavano di portarla via ella li prendeva a calci urlando:
鄭ndate via, voglio stare con la mia mamma e alla zia:
典u non sei la mia mamma, tu non sai cosa vuol dire perdere la mamma!
Talvolta si mobilitava tutto il paese e con insistente pazienza e affetto riuscivano a portarla via solo don Gino il parroco, il maresciallo dei carabinieri e il medico condotto, amico di famiglia, che aveva assistito alla sua nascita, ma seguiva subito senza indugio la signora Gina che talvolta si prostituiva in quanto era una povera ragazza, madre di un ragazzo di nome Attilio, e Giulia talvolta la chiamava mamma Gina perch diceva:
填na ragazza madre mamma due volte e da grande mi piacerebbe essere come te!
Passarono gli anni e quando Giulia divent maggiorenne il padre spos quella che, in paese, si pensava fosse Marta anche se egli l誕veva capito quasi subito, dopo il suo ritorno, di chi si trattava, mentre alla figlia fu rivelato dalla madre dopo alcuni mesi il sotterfugio maledetto sperando di riconquistarne l誕more. Giulia reag con freddezza quasi odiosa rifiutandola e chiudendo il discorso una volta per tutte con una frase lapidaria:
鏑a mia mamma mi veglia dal cielo, il suo corpo in una tomba al cimitero e tu l檀ai uccisa. L段nganno si trascin nel tempo.


L誕rrivo in caserma

In un venerd pomeriggio di fine agosto, dopo aver girovagato a lungo in quella zona della periferia della citt con l誕iuto di una carta stradale, perch l置so del navigatore non le era tanto congeniale, Giulia, quando vide sventolare la manica a vento, segno che era arrivata, ferm la macchina lungo una strada di grande scorrimento in prossimit di un grande cancello automatico che cominci magicamente ad aprirsi con lentezza.
La ragazza scese, chiuse la macchina, alz gli occhi ad osservare un grande caseggiato grigio e le chiavi nel tentativo di metterle in borsa continuando a guardare in alto, le caddero di mano, si chin a raccoglierle e la borsa le scivol dalla spalla, si chin di nuovo e avvert su di s uno sguardo leggermente beffardo che la osservava compiaciuto. Si riprese, irrigid il busto, drizz la testa e con passo deciso si mosse a oltrepassare il cancello e rischi di fare un bel ruzzolone in avanti inciampando nella guida di scorrimento. Rise e fu una liberazione quando vide davanti a s un viso maschile abbronzato su cui spiccavano gli occhi scuri profondi che la accolsero con un sorriso benevolo:
釘envenuta, finalmente una donna in caserma!
敵razie rispose Giulia e tendendo la mano si present Giulia C灑dini, da luned prossimo, comandante, in reggenza, in questa caserma.
撤iacere, Marco Magni, si accomodi.
Egli le fece strada verso l段nterno mentre la ragazza guardava intorno incuriosita e un po smarrita il luogo sconosciuto dove era stata destinata e doveva passare alcuni anni della sua vita. Le prese un attimo di smarrimento, avrebbe voluto fuggire e tornare fra la sua gente, nella sua terra d但bruzzo dove si sarebbe sentita protetta, qui le sembr di entrare in un mondo sconosciuto e ostile. Fu solo un attimo, rialz la testa e rispose con uno sguardo riconoscente al sorriso incoraggiante dell置omo che si era voltato a guardarla e fu colpita da un ricordo lontano: dove e quando aveva gi visto quel viso sorridente che la guardava sorpreso? Lo segu all段nterno fiduciosa.
Si sapeva da giorni che in quella caserma di pompieri sarebbe arrivato un comandante donna e naturalmente ci aveva messo in fermento tutto il personale. In quel fine settimana erano rimaste in caserma le squadre di turno e uno dei vicecomandanti: Marco Magni e si pensava che il nuovo comandante sarebbe arrivato il luned successivo, giorno della presa di servizio, invece

In precedenza egli, in quel pomeriggio assolato di fine agosto, in attesa di chiamate di emergenza, stava in sala mensa con gli uomini del turno a parlare tutti eccitati di questa donna comandante che era stata destinata alla loro caserma, qualcuno era arrabbiato perch non sopportava di farsi comandare da una donna, qualcun altro era eccitato pregustando futuri momenti goderecci. Egli li richiam con fare vissuto:
釘ni, col comandante semmai ci provo io ritenendosi il pi adatto per diversi motivi. Gli altri assentirono silenziosamente.
Al vice squill il cellulare di servizio su cui il centralinista aveva deviato la chiamata che giungeva da un uomo preoccupato che, accoratamente chiedeva se la propria figlia fosse giunta, egli sapeva che doveva arrivare in quella caserma a fare il comandante. Il pompiere sorpreso cerc di tranquillizzare quel padre preoccupato e cominci egli stesso a preoccuparsi per l誕rrivo imminente e imprevisto. Corse fuori per non farsi sentire dagli altri e chiam l誕ltro vice che si era preso un fine settimana di libert. Il colloquio fu alquanto concitato:
徹h, oh, Marcello arriva!
鄭rriva chi? chiese l誕ltro serafico.
鏑ei, il comandante continu Magni.
鉄, lo so, arriva luned.
哲o, arriva ora, tra poco
典u hai preso un colpo di sole.
哲o, no, arriva ora, mi ha gi telefonato il padre, tre volte, in pensiero perch sono ore che non ha notizie della figlia.
摘 allora ricevila tu, una donna, mi pare anche giovane, sei pi adatto di me che ho superato abbondantemente gli anta, pensaci tu, scapolaccio che non sei altro, forse arriver chi ti far finalmente capitolare.
Marco Magni aveva superato i trent誕nni e si sentiva pi vecchio della sua et, era uno scapolo impenitente convinto, dopo alcune esperienze con donne che se lo erano portato a letto senza remore e lo avevano lasciato nauseato, i suoi appetiti sessuali si erano acquietati, non era mai andato con prostitute a differenza dei suoi amici che spesso lo invitavano a certe escursioni di gruppo, egli si schermiva sempre adducendo scuse pi o meno plausibili o tacendo senza farsi problemi per le loro frecciatine allusive. Era un bel ragazzo e pi di una donna ci aveva provato con scarsi risultati, al massimo erano riuscite a scoparselo per una botta e via. Da tempo ormai resisteva agli attacchi femminili, non pensava di essere omosessuale, ma non se ne preoccupava, d誕ltronde non lo interessavano i maschi e ne aveva la prova stando continuamente a contatto con loro in caserma.
Egli viveva in citt con i genitori, ma era spesso in caserma anche fuori turno, la caserma era la sua vita, aveva desiderato fare il pompiere fin da piccolo, come il padre che egli ammirava. Il padre invece lo aveva dissuaso, voleva per il figlio una carriera pi brillante, meno pericolosa e aveva fatto di tutto per non fargli intraprendere la stessa strada, ma il figlio cocciuto, aveva insistito tanto che fu proprio il padre a formare quel ragazzino irrequieto che lo seguiva sempre in caserma. Appena possibile egli entr come volontario nei vigili del fuoco e con concorso riservato, effettivo e alla svelta fece carriera interna. Il padre aveva preteso da lui il massimo sperando che egli desistesse.
In quel pomeriggio assolato di fine agosto, Magni si appost dietro il cancello d段ngresso in attesa continuando il colloquio telefonico con il vice:
摘 che cosa faccio?
鏑a fai accomodare in caserma, Marco.
敵razie, fin qui ci arrivo anche da solo e poi?
鏑a porti in ufficio, cazzeggi un po con il computer, fai finta che s段nceppi, il computer che s段mpianta una bella risorsa quando c定 da prendere tempo.
摘 che ci faccio col computer, il solitario?
鄭ccidenti Marco, sei davanti a una donna e non sai cosa fare!
摘 non posso mica trattarla da donna, il comandante!
溺a sar sempre una donna e speriamo senza baffi, tu fai finta di leggere il suo curriculum che ci siamo gi imparati a memoria, ma guarda un po se due mezzi ingegneri come noi dovevano farsi comandare da un architetto e donna per giunta! Uhm, l誕rchitetto, nelle emergenze disporr i mezzi d段ntervento in uno schema coreografico! Bah! Sar utile per lo spettacolo di Santa Barbara! Ti informi se ha fatto buon viaggio, viene dall但bruzzo mi pare
鉄 fin qui ci so arrivare, dai Marcello, dammi qualche dritta in pi.
撤oi la porti in camera
溺agari!
哲on fare il bischero, Marco, volevo dire nella sua stanza, rimane accasermata mi pare
鉄, la stanza stata pulita.
鉄, quella che d sulla strada, ma falle vedere anche quella che d sul piazzale che chiusa da mesi e speriamo che non la scelga se no ci controller anche dal letto!
泥evo farle firmare qualcosa, far la fotocopia del documento, farle fare il giro della caserma?
哲o, faremo tutto luned quando prender servizio, se una donna sar lei, poi se una che si intrufolata meglio no?
敵razie Marcello, e doveva capitare a me questa gatta da pelare!
哲on una gatta Marco, una donna! Evvai! Ma il comandante non te lo scordare!
摘 chi se lo scorda con questo babbo che continua a chiamare in continuazione? disse fra s Magni dopo che, chiusa la comunicazione con il vice, immediatamente gli apparve l弾nnesima chiamata del padre inquieto a cui rispose tranquillizzandolo:
哲on si preoccupi, la richiamer io appena sua figlia sar arrivata, ma vedr che non successo niente, avr sbagliato strada.
摘 chiss dove si sar perduta, in qualche posto poco sicuro!
典ranquillo, siam pompieri, addetti anche alla ricerca di persone scomparse, la troveremo!
Egli lo disse a battuta per rasserenare il padre, ma ottenne l弾ffetto contrario.
溺ia figlia nei pompieri! esclam il padre angosciato.
In quel momento la macchina di Giulia si era fermata davanti la caserma e Magni si apprest a chiudere la conversazione dato che il padre si era raccomandato di non dire niente alla figlia che altrimenti si sarebbe arrabbiata moltissimo.
Giulia non era una ragazza da potersi dire bella, aveva labbra sottili in un viso paffutello su cui spiccavano gli occhi di un colore cangiante dal giallo al verde, da gatto, che spesso lanciavano occhiate come dardi infuocati diretti al bersaglio e a tratti apparivano velati da un弛mbra fugace di tristezza. Aveva capelli neri corvini tagliati alla maschietta e un fisico esuberante, era alta poco pi di un metro e sessanta, ma era un tipo interessante. Indossava un paio di pantaloni di tela beige un po sformati per le tante ore seduta alla guida e una camicetta di cotone in tinta leggermente avvitata che non nascondeva del tutto le sue grazie femminili.

[continua]


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