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Mariateresa Biasion Martinelli


Mariateresa Biasion Martinelli è nata a Cinte Tesino (Trento), il 05/03/1956. È diplomata Ragioniere e Perito Comm/le. Sposata, ha 2 figli, attualmente vive a Luserna S. Giovanni (TO), dopo più di trent’anni passati ad Orbassano (TO).
Partecipa ai concorsi dal 1993, anno in cui vince il 1° premio “Settembre a Milano”, per la Poesia Inedita. Complessivamente ha vinto 26 Primi Premi, 19 Secondi Premi e 20 Terzi Premi, classificandosi, inoltre, molte altre volte fra il 4° ed il 10° Posto. Ha ottenuto anche varie Segnalazioni e Diplomi di Merito e d’Onore, oltre a premi Speciali. Nel 2005 ha vinto il “Trofeo Int/Le Poesia ed Arte a Milano – Borgo Degli Artisti”, assegnato all’artista che nel Concorso ha ottenuto il risultato migliore fra tutte le Sezioni. Ha partecipato a varie Antologie.
Ha pubblicato 5 Raccolte poetiche: “Paesaggi dell’anima “ (1999), “Pagine fra le pagine” (2001) e “Nei miei versi la mia anima” (2003), come 1° Premio, Penna d’Autore, “Arcobaleno di versi” (2007), “Nel mare dei ricordi” (2015), come finalista alla Sezione Ed.le di Carta e Penna 2015.
Nel 2008 pubblica la raccolta di racconti: “Frammenti Di Vita” Ed. Carta e Penna, per aver conseguito il 1° Premio nel Concorso: “Prader Willi”.
Ha collaborato con vari autori scrivendo molte recensioni, introduzioni, postfazioni.
Nel 2006 ha collaborato con la dott.ssa C. Contilli alla realizzazione dei volumi: “Alessandro Poerrio. Poesie Scelte” , “Antologia delle Poetesse Romantiche Italiane” e alla collana: “Riscoprire l’ottocento”. Nel 2009 si classifica 2a nell’8° Premio Letterario indetto dal settimanale “Intimità” con il racconto: “Clarissa e l’amore piu’ grande”. Nel 2010 riceve il Premio alla Carriera di Radio Italia Uno, indetto dal Club dei Cento.


Si è classificata 5^ nella XVII Edizione del Premio di Poesia Città di Melegnano 2012 Questa la motivazione dell’attribuzione del premio: «Durante un’escursione la poetessa sale la montagna e ricorda quando bambino quel percorso lo faceva insieme al padre. Ora ha la sensazione di avere il genitore accanto. È come se il tempo fosse tornato indietro. Capisce che quelle scampagnate erano liberatorie per il padre perché nelle difficoltà causate dalla variabilità del tempo atmosferico “...si scioglievano / grumi di rabbia e nodi di sofferenza / e l’arcobaleno tornava a risplendere…” Qui il vento dei ricordi si placa ed è salutare perché impedisce che l’oblio cancelli la memoria e il poeta ritorna a respirare l’infinito su per le vette». Benedetto Di Pietro




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