Ribalta accesa

di

Pietro De Rose


Pietro De Rose - Ribalta accesa
Collana "I Gigli" - I libri di Poesia
14x20,5 - pp. 48 - Euro 7,25
ISBN 88-8356-213-5

Clicca qui per acquistare questo libro

Vai alla pagina degli eventi relativi a questo Autore

Ribalta accesa


Ribalta accesa

La vita
come una ribalta accesa
fra due oscurità – il prima e il dopo – ci tiene lì tra la penombra cupa
e il caldo scintillar di luci bianche.

Distinguersi ed esser primo attore
si può
se amore per la vita e l’arte
ti rende lieto
come sposo e amante
e il talento t’invoglia a sane imprese.

Essere comprimario sulla scena
è cosa saggia
purché fremendo
dentro te gioisci
aspettando il consenso che ti premia.

Restare in umiltà
là in seno al coro
ti garantisce insieme l’armonia
e la dolce presenza dei compagni.

E dopo aver compreso appieno l’arte
del vivere
la parte di te stesso
rischiando scherno o plauso
a ogni istante
lascia il proscenio e il pubblico…
...Non esser riluttante,
troverai
una immortalità nuova e diversa
che prima, forse, avevi visto in sogno.


Incontro con la vita
(concepimento)

Ho iniziato il mio viaggio a notte fonda
nudo e tremante
simile ad un verme…
E agli occhi dei codardi
“son sembrato un folle
che va in mare senza vela”.

E quando l’erta mi mozzava il fiato
ho implorato
un attimo di tregua…
Per rientrar nell’affanno della corsa
dove milioni sono i concorrenti
per un posto
un posto solamente.

Poi la prima lunga notte di quiete
sotto un cielo di pece
senza stelle
e il respiro avvolgente di mia madre
che accoglieva me solo
il vincitore!


Edipo a un anno

E venne il giorno dell’amore ardente.
Come potevo non amarti
donna che mi porgevi il seno
caldo e vivo
da cui bevevo insieme amore ed ansia,

languidamente
e con passione intensa
e il terrore che “l’altro”
in un istante
riprendersi poteva il paradiso
concesso per saziare l’affamato,

l’intruso tenerello
ma tenace
nel difendere il sommo, il primo amore!

E non mollai la presa
fino a quando
i tuoi occhi sorrisero…
E li vidi innamorati.
E io m’innamorai.
Dolce follia che ancor mi rende saggio.


Lo zucchero

“Lo zucchero sta qui; prendi goloso!” – bofonchiava la nonna a denti stretti.
“Il latte è zuccherato per natura,
...è la miscela d’orzo ch‘è un veleno.”

Tempi amari.La fame, il dopoguerra…
Nonna spilorcia certo non lo era.
Ma il mercato era “nero”
ed era raro
avere una zuppetta calda e dolce.
Io lo sapevo, nonna conservava
un po’ di tutto per lo zio soldato
che ogni tanto dalle retrovie
tornava ad abbracciare tutti noi.
.......................................
Poi l’abbondanza,anni cinquanta: E io
ho saziato – senza freni ormai – quell’enorme bisogno di dolcezza
diffuso dalla fame
di speranza.


12 aprile 1943

L’ululato sinistro di sirene
di guerra
d’un attimo precede il rombo
cupo
di bombardieri
portatori di morte.

Poi l’inferno deflagra a noi d’intorno
e le zolle s’impregnano
del sangue degli ignari
intrappolati nei campi
e nelle case.
E dentro me fanciullo
l’angoscia prende il posto della gioia.

Vita
i tuoi colpi inferti ai primi albori
lasciano le ferite
sempre aperte
e la paura d’esser frantumati
anima e corpo
in meno d’un istante.


La pace

Bianco più della neve
ma insapore
il pane, dono dei liberatori, – ieri carnefici – toglie la fame
non la rabbia e l’odio.

Cioccolato, gassose, tarantelle
paisà, paisanelle, feste in piazza
colorano la pace
e cacciano il terrore:
ma le piaghe son lì a cielo aperto.
E il sole
porta lacrime e speranze.


Paura dell’infinito

Nelle sere d’estate, adolescente
lo sguardo in alto
io mi sorprendevo
fisso sopra miliardi di diamanti
sospesi
silenziosi come pietre.

Mi perdevo
al pensier di quel mistero…
Chi siete…
Chi vi regge…
Cosa fate lassù sempre
a pulsare
come cuori freddi
distanti ostili muti
sconosciuti.

Sopra di voi nell’universo
altri universi
e poi altri ancora
all’infinito… Che follia è questa?

Tornavo a casa ansante, infreddolito
cercando il volto calmo
di mio padre
e la serenità
di mia madre.
E il sonno mi portava sul pianeta.


Il Dolore

Saper soffrire
è già concreto agire
all’interno del concerto
di armonie e disarmonie
create dalla vita.

Ma quando l’anima è colpita a morte
il fuoco del dolore
brucia sempre brandelli di vita malata
per trasformarla.

Da quelle ceneri rinascerà
forse un canto
forse una sinfonìa
forse la vita stessa
rinnovata.


Tra schiaffi e baci

Sono cresciuto tra “gli schiaffi e i baci”
la gioia e il dolore
miei compagni
l’odio e l’amore come complementi
di questo duro andare quotidiano.

Accanto ho avuto alterni
sprazzi di luce e buio
saggezza e ignoranza
fede e diffidenza.

Nel gioco sottile dei contrasti
ho riscoperto che la vita stessa
è miracolo
è magìa
è mirabile sintesi di opposti.


L’amore

Dietro la linea dell’adolescenza
“amor che a nullo amato amar perdona”
non mi dà scampo. Ha inizio l’altra guerra
mia personale:conquistar la donna.

Un nugolo di falchi predatori
son lì d’attorno come me
a lottare
per conquistare lei ch‘è la più bella.
Lei per la vita.
Desiderio e orgoglio.

E dopo avere sgominato “i proci”
sorride a me
“l’occhicerulea donna”.

S’illumina la scena
intorno a noi che camminiamo
insieme
nella vita.
Noi primi attori tra sorriso e pianto
noi siamo ancora qui
tra spine e rose.


Eros

Il profumo e il calore
del tuo corpo
rendono dolce
morbida
invitante
l’aria a te d’intorno
nella sera.

S’accende il desiderio
dentro me
e si trasforma
in vortice di suoni
colori
fantasie…

Sono un privilegiato
dalla vita
o un pezzente che aspetta
dalla tua mano calda
una carezza?


Se sei interessato a leggere l'intera Opera e desideri acquistarla clicca qui

Torna alla homepage dell'Autore

Il Club degli Autori - Concorsi Letterari - Montedit - Consigli Editoriali - Il Club dei Poeti
Chi siamo
La Rivista
La voce degli Autori
Tutti i nostri Autori
Per iscriversi
ClubNews
Il notiziario gratuito
Ultimi inserimenti
Homepage
Per pubblicare
il tuo 
Libro
nel cassetto
Per Acquistare
questo libro
Il Catalogo
Montedit
Pubblicizzare
il tuo Libro
su queste pagine