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Antologia dei racconti vincitori del Premio Città di Melegnano 2024 In copertina: In copertina: Poem-Foto di Friderikusz Ilona da Pixabay License – (Libera per usi commerciali) Indice Prefazione a cura di Monica Colombini – Albo d’Oro del Concorso – «In corso di definizione» di David Bonechi – «La quercia» di Paola Pezzali – «Mio caro Franz» di Giuseppe Sorrentino – «La casa di Gina» di Roberto Fiorentini – «La consistenza del sangue» di Andrea Tani – «Tesoru» di Francesco Sonis – «Chiudere il cerchio» di Gianni Romano – «Anche gli Angeli ti guardano» di Pietro Rainero – «L’uomo che ascoltava i mobili» di Remo Badoer – «Una vita priva di pensieri» di Angela Spagnolo Prefazione Un’antologia come una galleria di ritratti, di storie che ruotano attorno a figure umane speciali in bilico tra ricordi, speranze, amori e doloroso vivere. Sono ritratti umani, veri, piccoli uomini e donne, ma potenti per la capacità di costituire ciascuno a suo modo un esempio. Dolorosamente attuali aprono il viaggio Adam e Yasmin i due giovani genitori di «In corso di definizione», il racconto primo classificato. La semplicità del loro quotidiano in attesa della prima figlia si scontra con la brutale incertezza sul futuro dell’amata creatura in questo mondo, in questa Italia dove la vita resta in balia della definizione di uno status ridotto a pratica burocratica. Ci sono belle figure femminili a raccontare le loro storie. Ecco Gilda, protagonista di «La quercia», che avvolta da un’aura di magica follia agli occhi dei più sullo sfondo dell’amore perduto, intesse con una amata quercia una relazione naturale e salvifica. In «La casa di Gina» il rincorrersi dei ricordi d’infanzia del nipote, fa da sfondo alla parabola finale della amata zia Gina, mentre in «Una vita senza pensieri» è la figura di una madre a prendere forma drammaticamente delineando il bisogno umano di staccare il pensiero dalla dura e totalizzante malattia del figlio. Sul filo di ricordi indelebili e potenti che arrivano ad intridere la materia, i muri e i mobili di casa si snoda l’onirico racconto «L’uomo che ascoltava i mobili». Ancora una vita di donna spezzata dalla malattia appare nell’accorata lettera di addio del marito di «Anche gli angeli ti guardano», racconto che trabocca d’amore, dolore in una sintesi drammatica che sfiora la poesia. La malattia allontana figure importanti delle nostre vite… ed è così per il protagonista di «Mio caro Franz» che ci regala un’immagine nitida della figura di un professore, padre e mentore capace di lasciare un segno ben oltre il tempo della scuola. Ancora un bella figura di uomo che si assume il ruolo di padre è protagonista di «La consistenza del sangue» in cui di nuovo fili di ricordi ondeggiano mentre la malattia che allontana ancora prima di separare avanza inesorabile. Ma la malattia induce anche a fare un bilancio a sistemare il sospeso e spinge il protagonista di «Chiudere il cerchio» a saldare il conto di un errore di gioventù per affrontare un volo più leggero. Ritratto umano sempre moderno nel suo desiderio di riscatto quello del protagonista di «Tesoru» proiettato sullo sfondo di una cultura contadina da non dimenticare perché storia di un paese e fondamenta di valori. Buona lettura Monica Colombini Questo volume raccoglie i racconti che hanno vinto la ventinovesima edizione della sezione Narrativa del Premio Letterario «Città di Melegnano 2024». La Giuria, presieduta nella sezione Narrativa da Monica Colombini, dopo attenta valutazione delle opere pervenute ha così decretato: Opera 1^ classificata: «In corso di definizione» di David Bonechi, Monsummano Terme (Pistoia). Opera 2^ classificata: «La quercia» di Paola Pezzali, Pavia. Opera 3^ classificata: «Mio caro Franz» di Giuseppe Sorrentino, Napoli. Opera 4^ classificata: «La casa di Gina» di Roberto Fiorentini, Cremona. Opera 5^ classificata: «La consistenza del sangue» di Andrea Tani, Firenze. Opera 6^ classificata: «Tesoru» di Francesco Sonis, Mogoro (Oristano). Opera 7^ classificata: «Chiudere il cerchio» di Gianni Romano, Treviso. Opera 8^ classificata: «Anche gli angeli ti guardano» di Pietro Rainero, Acqui Terme (Alessandria). Opera 9^ classificata: «L’uomo che ascoltava i mobili» di Remo Badoer, Padova. Opera 10^ classificata: «Una vita priva di pensieri» di Angela Spagnolo, Firenze. Opera Segnalata con Attestato di Merito: «Zigu e la voce della montagna» di Fabrizio Nigro, Sesto Fiorentino (Firenze).
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