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Antologia dei racconti vincitori del Premio Marguerite Yourcenar 2023


Albo d’Oro del concorso


Indice

Presentazione di Massimo Barile – Albo d’oro – «Il Poeta» di Coalberto Testa – «Memorie di un custode» di Roberto Fiorentini – «Parenti lontani» di Liliana Paisa – «Ritorni» di Elisabetta Darida – «Ascoltate la biblioteca» di Gabriele Andreani – «John Doe» di Giancarlo Cotone – «La pentima della vecchiaccia» di Stefano Paolini – «La bottega» di Remo Badoer – «La scelta» di Rita Zappaterra – «La foto» di Stefano Bidetti – «Come il vaso di Pandora» di Maria Concetta Mignosa – «L’anello di Gualtiero» di Pietro Agostino Masott


Prefazione

La presente antologia comprende le opere degli Autori che hanno vinto il concorso «Marguerite Yourcenar», edizione 2023, indetto da il «Club degli autori».
Prima di tutto desidero rivolgere il mio sentito apprezzamento a tutti gli Autori che hanno offerto i loro racconti dimostrando grande passione per la scrittura e forte desiderio di esprimere le loro idee narrative.
Le opere dell’antologia mettono in risalto le capacità degli Autori di fissare e cogliere vari aspetti delle molteplici manifestazioni del vivere, di scandagliare le zone più segrete dell’animo umano, di miscelare la realtà e l’invenzione letteraria, grazie alla creatività che viene esaltata da autentiche illuminazioni narrative.
Le trame ed i processi dei racconti si generano e si plasmano facendo riferimento alle contraddizioni dell’esistenza, ai recuperi memoriali, ai sentimenti che nascono e finiscono, al travaglio del percorso esistenziale e alle vicende della realtà quotidiana: ecco allora che, nella vasta galleria, troviamo le problematiche relative alla pandemia; le difficoltà dell’assistenza sanitaria per le persone anziane; una storia d’amore improbabile; l’amore perduto e ritrovato; la triste vicenda d’un professore, appassionato di poesia, che diventa un assassino; l’importanza fondamentale della funzione svolta da una biblioteca, fino al racconto visionario e a quello relativo ad una storia di vampiri.
Ho cercato di selezionare i racconti con l’idea che fossero rappresentati i vari generi letterari in modo da offrire un panorama più ampio.
Tali evidenze narrative si accompagnano alla volontà di esprimere il microcosmo personale creando percorsi narrativi interessanti e coinvolgenti, sempre capaci di fissare le diverse intenzioni letterarie.
I complessi processi vengono rappresentati attraverso lo sguardo attento ed il vaglio critico che penetra le zone più celate dell’animo grazie ad un costante lavoro di estrapolazione.
Il mio augurio a tutti Voi che il Premio Letterario Marguerite Yourcenar possa rappresentare l’importante tassello di un lungo percorso di soddisfazioni.
Il mio sincero ringraziamento a tutti gli Autori.

Massimo Barile
Presidente della Giuria del Premio Letterario
Marguerite Yourcenar – sezione narrativa


Albo d’Oro della XXXI Edizione del Premio Marguerite Yourcenar 2023

Questo volume raccoglie i racconti che hanno vinto la trentunesima edizione della sezione Narrativa del Premio Letterario Marguerite Yourcenar.
Questa la classifica finale del concorso:

Finalista M – 01° classificato «Il Poeta» Coalberto Testa, Bologna BO. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Coalberto Testa mette in scena la tremenda vendetta perpetrata da una ex studentessa nei confronti d’un professore, ormai in pensione, che ha rincorso per tutta la vita il sogno di diventare un grande poeta, acclamato e riconosciuto come un genio per la sua arte poetica.
Ma la sua vita solitaria così come il suo sogno erano passati senza lasciare traccia e s’era ritrovato solo e dimenticato da tutti.
Quando la donna gli consegna un manoscritto che contiene poesie meravigliose e pervase di senso magico, ecco presentarsi l’occasione della sua vita: ucciderla ed appropriarsi delle sue poesie.
Durante la narrazione emergerà anche un fatto sconvolgente e legato al passato della ragazza: la vendetta si compie ed il professore viene avvelenato.
Il racconto di Coalberto Testa scandisce, in modo perfetto, i tempi narrativi e coglie fedelmente gli stati d’animo dei protagonisti rendendo palpitante l’incalzare degli eventi». Massimo Barile

Finalista F – 02° classificato con l’opera «Memorie di un custode» Roberto Fiorentini, Cremona CR.Questa la motivazione della Giuria: «La narrazione vede come protagonista il custode di una vecchia torre che conduce vita solitaria ed è ormai prossimo alla pensione.
Alcuni scavi archeologici nel cortile della torre portano alla luce delle antiche sepolture con corpi di donne. Gli scavi sono diretti da una giovane archeologa e, tra lei ed il custode, nasce una profonda amicizia.
Durante l’ultimo giorno di lavoro incontrerà l’archeologa che gli confesserà di amarlo con un “affetto eterno”.
Roberto Fiorentini propone un appassionato e coinvolgente racconto d’amore, nel quale la concezione dell’amore viene offerta nella sua accezione universale e, grazie ad una scrittura attenta e precisa, coglie e fissa il mondo interiore dei protagonisti, illuminando l’intera narrazione con estrema sensibilità». Massimo Barile

Finalista I – 03^ classificata con l’opera «Parenti lontani» Liliana Paisa, Fabriano AN. Questa la motivazione della Giuria: «La “parente lontana” di un’anziana signora chiama un’infermiera per l’assistenza notturna che diventerà anche diurna perché tra l’anziana signora e l’infermiera nascerà un legame affettivo fatto di piccolo gesti che devono essere “compresi” con amore.
Il racconto mostra chiaramente le difficoltà in cui si trovano molte persone anziane che vivono la solitudine e la mancanza d’un gesto d’amore o d’affetto che, in definitiva, è l’unica cosa che chiedono.
Liliana Paisa è brava nel fissare tali evidenze narrative e le problematiche esistenziali, così come la condizione di fragilità dell’anziana signora e, infine, risulta veramente incisiva nel caratterizzare “umanamente” la figura dell’infermiera». Massimo Barile

Finalista E – 04^ classificata con l’opera «Ritorni» Elisabetta Darida, Roma RM. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Elisabetta Darida narra una storia d’amore perduto e ritrovato che viene accompagnata da una costante rielaborazione del rapporto vissuto e da profonde riflessioni esistenziali.
La moglie trova una sottoveste nascosta in un cassetto del marito e, dopo quindici anni di matrimonio, il mondo le crolla addosso ed il marito le appare ora come un “perfetto sconosciuto”.
La lacerazione è profonda e, nonostante sia ancora vivo l’amore tra di loro, conduce all’inevitabile distacco, ma vi sarà il ritorno ed ogni dubbio sarà disvelato.
Interessanti le parole di Elisabetta Darida che diventano il nucleo pulsante del racconto ed il suggello narrativo: “Amore vuol dire anche sapere perdere l’amore, se almeno un’anima si salverà”». Massimo Barile

Finalista A – 05° classificato con l’opera «Ascoltate la biblioteca» Gabriele Andreani, Pesaro PU. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto evidenzia la fervida inventiva di Gabriele Andreani che si accompagna ad un intelligente ed interessante riferimento relativo all’importanza culturale della biblioteca.
Gabriele Andreani propone un fantasioso racconto nel quale i personaggi di alcuni famosi libri, da Ulisse a Lancillotto, da Giovanna d’Arco a Madame Bovary, prendono magicamente vita e cercano di salvare una biblioteca che deve essere demolita: la loro lotta avrà esito positivo e non solo la biblioteca sarà salvata, ma addirittura ampliata ed il luogo del nutrimentum spiritus sarà preservato.
Gabriele Andreani propone un racconto che diventa simbolo narrativo di tali evidenze e sottolinea quanto sia fondamentale l’esistenza di un luogo di cultura come la biblioteca, un tesoro prezioso da salvaguardare». Massimo Barile

Finalista D – 06° classificato con l’opera «John Doe» Giancarlo Cotone, San Donato Milanese MI. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di genere vampiresco proposto da Giancarlo Cotone narra la terribile vicenda di un uomo che, durante una passeggiata sulla spiaggia, sprofonda nella sabbia, e scopre d’essere stato rapito dai vampiri.
Viene segregato per trent’anni in una delle numerose Centrali del Sangue ma, alla fine, escogita un temerario piano d’evasione e riesce a tornare nel “mondo di sopra” dove, purtroppo, deve vivere come un barbone: visto che ormai non ha più nulla da perdere, decide di raccontare la sua dolorosa esperienza pur sapendo bene che nessuno gli crederà.
Il racconto di Giancarlo Cotone si muove tra l’assurdo d’una dimensione segretamente celata ed il senso di pena, tra constatazione d’impotenza e terribile condizione umana, alimentando le intenzioni narrative con alcune considerazioni e riflessioni sull’umano esistere». Massimo Barile

Finalista L – 07° classificato con l’opera «La pentima della vecchiaccia» Stefano Paolini, Marino RM. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto riporta uno strano e misterioso evento avvenuto in una località che si chiama “Pentima della vecchiaccia”, in provincia di Roma: un luogo quasi sconosciuto dove il protagonista si avventura nei momenti negativi.
Inaspettatamente viene colto da una magica visione con cinque donne nude che si materializzano davanti ai suoi occhi: sono le Driadi, le ninfe dei boschi, e la sua esperienza diventa un fulmineo viaggio nel mondo ultraterreno dove gli appare persino la “Luce della Verità Assoluta”.
Il racconto di Stefano Paolini proietta in una dimensione fantastica ed ammanta il suo racconto di un’atmosfera evanescente, misteriosa e magica». Massimo Barile

Finalista B – 08° classificato con l’opera «La bottega» Remo Badoer, Padova PD. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Remo Badoer è ben strutturato e riesce ad affascinare il lettore con una storia che mette in evidenza le sue capacità creative.
La storia vede come protagonista un vecchio rigattiere che ha un rapporto speciale con alcuni oggetti che lui “sente”, che ama fin da subito e fa “vivere”: quando trova un vecchio coltello con la punta spezzata ed in stato precario viene comunque attratto dall’oggetto perché “sente” che quell’oggetto, anche se non ha alcun valore, porta con sé una storia, e sarà proprio così.
Un vecchio specchio, da molto tempo riposto nella sua bottega, riflette la scena di un delitto dove un uomo uccide una donna proprio con quel coltello: la scena finale sarà inaspettata». Massimo Barile

Finalista N – 09^ classificata con l’opera «La scelta» Rita Zappaterra, Monaco di Baviera D. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto riconduce ad alcune problematiche verificatesi durante la pandemia e vede il primario di un ospedale sospeso con l’accusa di aver somministrato ad alcuni pazienti una terapia diversa da quella prescritta.
Una collega, in un primo momento, difende con convinzione l’operato del primario ma, poco tempo dopo, nasce il dubbio e sarà proprio lui a confermarle che sostiene la “necessità di non obbligare le persone a vaccinarsi”.
Il racconto di Rita Zappaterra riporta alle contraddizioni del sistema sanitario e alle problematiche collegate alla pandemia causata dal Covid, ma anche alle difficoltà di valutare eticamente le scelte d’una persona che si trova a decidere se porre in primo piano il libero arbitrio o le esigenze d’un bene comune di più alto valore». Massimo Barile

Finalista C – 10° classificato con l’opera «La foto» Stefano Bidetti, Roma RM. Q
uesta la motivazione della Giuria: «Il racconto di Stefano Bidetti trasporta in un futuro non molto lontano che presenta le identiche problematiche odierne in relazione all’utilizzo di internet e alla privacy: tali evidenze vengono rese in modo perfetto grazie ad una visione che coglie appieno le inevitabili contraddizioni e problematiche.
La narrazione prende avvio quando una ragazza vede la foto del suo corpo nudo sulla piattaforma Onyx 90, scattata durante un rapporto occasionale con una donna: purtroppo questa donna, durante il viaggio di ritorno a casa, sarà aggredita e derubata.
Logicamente esiste un sistema di Autorità e Controllo perché sulla piattaforma è obbligatorio il riconoscimento con scansione della retina e Dna, quindi, non è possibile rimanere anonimi, ma l’unico limite è l’autenticità dell’immagine ed ogni immagine ha un codice, ma lei s’è dimenticata del codice.
La foto è finita in mano ad un’anziana signora che ha acquistato un computer “usato”: inaspettatamente, la semplice richiesta della signora sarà di sentirla cantare una vecchia canzone che le cantava sempre sua sorella.
Stefano Bidetti propone una storia d’un futuro vicino a noi dove sarà veramente difficile “sfuggire” ad un controllo totale e tale sensazione viene resa fedelmente, ma la tessitura della trama diventa ancor più interessante quando fa riferimento al rapporto che si instaura tra la vittima e l’anziana signora». Massimo Barile

Finalista H – 11^ classificata con l’opera «Come il vaso di Pandora» Maria Concetta Mignosa, Roma RM. Questa la motivazione della Giuria: «La protagonista del racconto lavora come fotografa ed ama “cogliere il reale”, desidera fortemente suscitare l’animo con le sue immagini e, nella miscela di richiami, percezioni ed evidenze, emerge la costante esplorazione della protagonista che diventa percorso di simbolica purificazione.
Maria Concetta Mignosa offre una narrazione che diventa continua rivisitazione del mondo interiore e delle esperienze esistenziali della protagonista. Dopo la scomparsa dei genitori, da una vecchia scatola, emergono i ricordi, tra quaderni, diari ed una lettera mai consegnata al destinatario: ecco allora che tornano alla luce il profondo dolore e la delusione sofferta a causa di un ragazzo che aveva tradito la sua amicizia e, ancor più, la sua fiducia.
Logicamente il simbolico “vaso di Pandora” si aprirà e fluiranno i ricordi, tra sentimenti e percezioni dell’animo, tra sommesso recupero memoriale e scandaglio dell’universo emozionale». Massimo Barile

Finalista G – 12° classificato con l’opera «L’anello di Gualtiero» Pietro Agostino Masotti, Chiasso – Svizzera. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Pietro Agostino Masotti riporta ad una insolita storia d’amore di periferia, nata in una milonga, tra un ricco imprenditore ed una donna “mangiauomini”.
La narrazione risulta accattivante e divertente, mettendo in risalto la capacità di Pietro Agostino Masotti di caratterizzare i personaggi in modo perfetto: in questo caso, la figura del riccone divorziato che ama il tango e la famosa “Gattona”, professionista nell’accalappiare e sottomettere gli uomini». Massimo Barile

Antologia dei racconti vincitori del Premio Letterario Marguerite Yourcenar 2023


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